Impariamo a rilassarci ... Stampa Email

Se soffriamo di "ansia da cuscino", le tecniche di rilassamento possono aiutarci a sciogliere le tensioni sia mentali che fisiche, generando uno stato di relax utile per farci ritrovare il piacere di un riposo rigenerante.
Le ricerche condotte dall'American Academy of Sleep Medicine hanno da tempo evidenziato l'efficacia dei trattamenti non farmacologici per contrastare i disturbi del sonno.

Le tecniche di rilassamento più diffuse e indicate sono: rilassamento muscolare progressivo, biofeedback, training autogeno e training immaginativo.

Per praticarle correttamente è necessario l'aiuto e la consulenza di un terapeuta esperto, che dopo un'attenta valutazione diagnostica, saprà indicarci quale tra i diversi metodi sia il più adatto a risolvere i nostri disturbi.
In genere, dopo un mese di esercizio costante si è in grado di padroneggiare senza errori, la tecnica d'esecuzione.

Vediamo in sintesi come funzionano le quattro tecniche principali:

› Rilassamento muscolare progressivo, conosciuto anche come metodo Jacobson.
Prende il nome dal medico americano Edmund Jacobson che elaborò questa tecnica negli anni trenta.
Si basa sull'alternanza tra brevi periodi di contrazione e di rilasciamento dei principali muscoli del corpo.
Imparando a "riconoscere" le differenze tra la muscolatura contratta e quella in stato di riposo e la relativa sensazione di benessere che ne deriva, s'impara anche a riconoscere i segnali che il corpo ci trasmette e di conseguenza a controllarli, sciogliendo così le tensioni.

Biofeedback, si sviluppò negli USA alla fine degli anni '6O. 
Il termine, formato dalle due parole feedback e biology, significa "ritorno delle informazioni sull'attività biologica". Con questo metodo s'impara infatti a conoscere le tensioni attraverso l'uso di strumenti elettronici che registrano e segnalano i livelli di stress e la loro influenza sul corpo.  Attraverso questo processo d'apprendimento si prende coscienza delle reazioni involontarie agli stati di stress, imparando a controllarle in modo cosciente e attivo.
Secondo gli studi clinici effettuati si è dimostrato che la tecnica del Biofeedback, usata insieme al Rilassamento muscolare progressivo, può risolvere i problemi della limitazione del sonno, e nel 1998 è stato raccomandato dall'Accademia Americana della Medicina del Sonno.

Training autogeno, è una delle più note tecniche di rilassamento, sviluppata negli anni trenta dal medico Johannes Heinrich Schultz, psichiatra e psicoterapeuta tedesco.
Schultz, che in precedenza sui era applicato a studi sull'ipnosi, volle rendere una volta acquisito correttamente il metodo, il paziente autonomo e artefice del proprio benessere. Questo metodo di autorilassamento, si basa sull'apprendimento di sei esercizi con effetti su: muscoli, cuore, respirazione, addome e capo.
Oltre a questi fondamentali, ci sono anche esercizi (chiamati T.A. superiore) rivolti alla mente e all'inconscio, in cui vengono usate particolari rappresentazioni mentali. Escludendo eventuali controindicazioni, dopo la fase d'apprendimento sotto la guida del terapeuta, gli esercizi del ciclo inferiore possono essere praticati con facilità da chiunque, in completa autonomia.
Questa tecnica, che si presta a varie applicazioni è particolarmente indicata per i risolvere i disturbi d'ansia, somatizzazione e d'insonnia.

Training immaginativo, questo allenamento prevede l'uso delle immagini per contrastare stress e ansia causa della difficoltà all'addormentamento.
L'apprendimento delle tecniche che portano alla visualizzazione di immagini mentali rilassanti e distensive, permette di ristabilire la distensione mentale e muscolare, portando a un generale rilassamento idoneo all'addormentamento.

Pubblicato il 15 Marzo 2013

 
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